SCUOLA

UNA SCUOLA PUBBLICA CHE PRODUCA CULTURA

DIRITTO ALL’EDUCAZIONE INTESA COME CRESCITA FISICA, INTELLETTUALE, PSICOLOGICA, MORALE E SOCIALE

La scuola è fonte di crescita della formidabile riserva del capitale culturale del Paese.
È il luogo da cui partire per invertire radicalmente i processi degenerativi che deprimono il tenore intellettuale e morale della popolazione e non può essere assolutamente condizionata dalla logica del mercato.
Tutto quanto fatto dagli ultimi governi, improntati alla logica neoliberista, invece, nulla ha a che fare con lo spirito e i dettami della nostra Carta Costituzionale (basti pensare alla cancellazione, di fatto, dell’art.3, 2° comma, che ha portato alla cancellazione delle migliori esperienze scolastiche, all’abbassamento della qualità dell’insegnamento, all’umiliazione della classe docente, alla trasformazione della scuola in azienda, alle classi pollaio, alla privatizzazione della scuola pubblica), col rischio fin troppo evidente di distruggere le migliori qualità intellettuali italiane.
Noi riteniamo che ogni alunno sia una persona unica e irripetibile e che quindi l’educazione debba essere il più personalizzata possibile.
Il nostro programma si basa quindi non solo sul diritto per tutti a un’educazione gratuita fin dalla primissima infanzia, ma anche alla costruzione di una scuola di qualità che tenga conto dell’individualità di ciascun alunno, della sua condizione sociale e del contesto familiare e sociale nel quale è inserito.
Una scuola quindi non esclusivamente nozionistica ma che, al contrario, consideri la crescita del fanciullo a tutto tondo: dal punto di vista fisico, intellettuale, psicologico, morale e sociale.

Le nostre proposte e idee su questa materia sono espresse dai punti seguenti:

1) La scuola è aperta a tutti
Ribadiamo il concetto che la scuola (dal Nido fino all’università) è un diritto di tutti e nessun alunno può esserne escluso per nessuna ragione.
Rammentiamo a tal proposito che l’articolo 4 della Costituzione afferma che “la scuola è aperta a tutti”, e che il D.lgs. dell’13.04.2017 n. 65 stabilisce all’art.1 che siano garantite “alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni […] pari opportunità di educazione e istruzione”, rispettando e accogliendo “le diversità ai sensi dell’Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana” (Art. 2, comma d); tra gli obiettivi strategici del sistema integrato di educazione e d’istruzione dalla nascita fino ai sei anni, in coerenza con le politiche europee, è “l’inclusione di tutte le bambine e di tutti i bambini (Art. 4, comma 1, lettera d);

2)No a protocolli Covid
No a protocolli Covid mortificanti che interferiscono in modo irrimediabile con la didattica.

3) Finalità della scuola e dell’educazione: creare cittadini felici e consapevoli
Noi crediamo che obiettivo dell’educazione sia quello di creare cittadini responsabili, positivi, con uno spiccato senso critico, curiosi, partecipativi, solidali, capaci di cogliere la bellezza naturale e artistica, e che abbiano la capacità di apprezzare il buono che accade nella vita ma, allo stesso tempo, siano in grado di affrontare e superare i momenti critici.
Il fine ultimo del percorso scolastico non è, quindi, meramente nozionistico, ma è quello di creare cittadini felici, soddisfatti di sé e dotati di ampia autostima. Si tratta in pratica di educare i bambini alla felicità per avere adulti sereni e appagati (fornire quindi all’alunno gli strumenti necessari per trovare la propria strada, qualsiasi essa sia, senza imposizioni).
Noi facciamo proprio lo slogan adottato da Don Lorenzo Milani “I care” (che significa “Mi interessa”, “Mi importa”, in contrapposizione con il motto “Me ne frego” tipico del fascismo), che mette in evidenza lo scopo principale di un’istruzione finalizzata alla consapevolezza civile e alla coscienza sociale fondata sugli ideali di “libertà, uguaglianza e fraternità”;

4) Ampliamento dell’offerta formativa con percorsi didattici sperimentali più vicini alle idee educative delle famiglie e alle attitudini di ciascun bambino
Sempre più spesso l’istituzione scolastica si trova impreparata ad affrontare le esigenze delle famiglie, sia perché non è in grado di supportare e aiutare i bambini che non hanno adeguati supporti (dal punto di vista didattico) da parte delle famiglie (per esempio famiglie straniere che a malapena sanno parlare l’italiano), sia perché si rivela del tutto incapace di far fronte alla richiesta dei genitori di una didattica “diversa” e più vicina alle particolarità e doti di ogni singolo alunno (ispirata per esempio alla pedagogia di Steiner o di Montessori).
Noi riteniamo che le scelte educative dei figli spettino solo ed esclusivamente ai genitori e che il ruolo della scuola pubblica debba essere quello di comprendere le esigenze delle famiglie e andare loro incontro in tutti i modi possibili.
Noi quindi crediamo che la scuola pubblica (dal nido in su) debba ampliare la propria offerta formativa con percorsi sperimentali di vario genere, in modo da fornire alle famiglie percorsi didattici più vicini alle idee educative di ciascuna famiglia. In questo contesto si inserisce anche il supporto e il sostegno verso quelle famiglie che decidono di impegnarsi nell’educazione parentale dei figli.
Va compiuto ogni sforzo per reintrodurre, senza aggravio per le famiglie, il tempo pieno e il tempo prolungato come servizi alla persona, a carico della fiscalità generale e non come optional a pagamento; va fatto il possibile per restituire il trasporto scolastico ai Comuni o ad altri soggetti controllati dalle Amministrazioni, evitando l’appalto a soggetti esterni e non sempre qualificati; deve inoltre essere mantenuto l’impegno per favorire quelle situazioni familiari per le quali le tempistiche scolastiche creano disagi a causa dell’orario di lavoro dei genitori;

5) Rivalutazione del ruolo dell’insegnante come figura di riferimento educativa ed emotiva
Rivalutiamo la figura dell’insegnante, che non solo ha il compito di gettare le basi del sapere, ma è anche una figura di riferimento per i ragazzi, sia dal punto di vista educativo che emotivo. Per tali ragioni è necessaria un’adeguata preparazione degli insegnanti dal punto di vista della conoscenza della materia insegnata, ma anche da quello del loro ruolo educativo e formativo. È quindi necessario:
– Rendere fruibili e a costo zero corsi di formazione e aggiornamento ai docenti sulle neuroscienze, le esperienze didattiche sperimentali che privilegino l’approccio filosofico, il cooperative-learning, i laboratori artistici, musicali e manuali, così da rendere la scuola un grande laboratorio dove imparare diventi facile e a misura di ogni bambino e adolescente;
– Pensare a progetti di potenziamento del personale docente specializzato (che non si riduca poi a mere supplenze) in modo da permettere gruppi di lavoro con un numero adeguato di alunni sui progetti;

6) Partecipazione degli studenti e delle famiglie alla vita della scuola
Poiché siamo convinti che spetti ai genitori l’educazione dei figli e che questo ruolo non debba mai essere delegato (se non in minima parte) alle strutture scolastiche o educative, il genitore non può e non deve essere estraneo alle dinamiche della scuola, come anche l’alunno che ne è il diretto interessato.
Per noi la scuola e la famiglia rappresentano due comunità. La scuola si propone quindi come esperienza di comunità e confronto per le famiglie. La scuola deve offrire a chiunque lo desideri (genitori, alunni ed inseganti) gli ambiti nei quali, senza sovrapporsi con l’azione pedagogica, sia possibile dare il proprio contribuito alla vita dell’organismo scolastico. 
Noi riteniamo che la scuola debba assumere il ruolo di un luogo in cui le persone (allievi, genitori e insegnanti) possano confrontarsi e sostenersi vicendevolmente, esprimendo se stessi e creando quei rapporti di socialità e fratellanza che sono alla base di una società sana;

7) Potenziamento dei servizi per la prima infanzia
Potenziamento dei servizi per l’infanzia, con esaurimento delle liste d’attesa negli asili nido (che devono essere gratuiti) e nelle scuole materne;

8) Supporto ai bambini con disturbo dell’apprendimento/comportamento
– Creare un protocollo di intesa con le ASL per facilitare le diagnosi su disturbi dell’apprendimento/comportamento e stanziare dei fondi di aiuto concreto alle famiglie laddove il servizio sanitario pubblico non possa sopperire. Le famiglie non ricevono aiuti, per esempio, sia nei semplici casi dei bambini disgrafici, che in quelli gravi di disturbi del comportamento, non certificati come disabilità;
– Interrompere la politica di tagli al personale ATA, che lascia intere scuole senza bidelli, anche nella scuola dell’infanzia e primaria dove i bambini hanno bisogno sempre più di assistenza individualizzata (sono aumentati moltissimo i casi di bambini con gravi disturbi del comportamento che diventano molto pericolosi per se stessi e gli altri);

9) Cura degli ambienti scolastici: sicurezza e salute
Noi riteniamo che l’ambiente sia il fulcro dell’apprendimento del bambino o del ragazzo. La scuola deve garantire ambienti, strumenti e comportamenti idonei e sicuri da tutti i punti di vista. Su questo tema le nostre proposte sono:

– Mettere a disposizione dell’alunno un ambiente e delle esperienze adatte al suo sviluppo, a seconda della fase di crescita che sta attraversando; l’adulto realizza questo compito conoscendo e rispettando i periodi sensoriali che caratterizzano lo sviluppo di ciascun bambino. Lo spazio del bimbo, ma anche del ragazzo, quindi, dovrebbe essere ricco di materiali specifici che vengano messi a disposizione dell’alunno, alla giusta altezza, e che lui possa utilizzare per apprendere;
– Dotare tutte le mense scolastiche di pannelli fonoassorbenti e scoraggiare locali ampi e sovraffollati di bambini, privilegiando stanze più piccole per evitare livelli di inquinamento acustico di molto sopra ai livelli consentiti, così da tutelare il benessere psico-fisico dei bambini durante il pasto;
– Investire nella cura e nell’ampliamento dei giardini scolastici (anche con l’assunzione di giardinieri di quartiere) e incoraggiare la costruzione di orti scolastici anche rendendo agevole la collaborazione con nonni e parenti degli alunni, se necessario. Molti bambini e ragazzi con disagio trovano un gran beneficio nel partecipare a progetti di coltivazione negli orti scolastici;
– Eliminare totalmente l’amianto dalle scuole;
– Creare un ambiente piacevole, salutare e anche esteticamente appagante: incentivare la costruzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici con tecniche usate in bioedilizia; usare vernici, arredi e giochi non tossici; vigilare sulla corretta aereazione e pulizia degli ambienti con detergenti non tossici e biodegradabili;
– Somministrare cibi salutari (biologici, biodinamici ecc…) evitando l’uso di stoviglie di plastica monouso che possono rilasciare sostanze dannose per l’organismo e che sono altamente inquinanti;
– Dissuadere dall’uso delle bottiglie di plastica che possono rilasciare sostanze nocive e predisporre in ciascuna classe delle bottiglie in vetro o altri materiali non inquinanti
– Le mense scolastiche, per esempio tramite la FTSA, devono essere gestite per servire un territorio ampio (confezionamento del cibo e trasporto) e disporre il consumo di derrate alimentari provenienti da aziende del territorio e prodotti locali. Questo darebbe un risultato di duplice dignità: sperimentare e diffondere nuove produzioni salvaguardando l’ambiente e le condizioni di vita e lavoro dei produttori, e rassicurare famiglie e cittadini sulla qualità dei prodotti;
– Secondo gli studi più aggiornati della ricerca scientifica internazionale (National Toxicology Program, 2018, e Istituto Ramazzini, 2018) le emissioni wireless sono pericolose sia per l’ecosistema ambientale sia perché possibile causa di danni alla salute come il cancro. Per tali ragioni non solo è necessario fermare la diffusione indiscriminata delle onde elettromagnetiche, considerandole come un bene pubblico da regolamentare adeguatamente per il benessere comune, ma anche impiegare nelle scuole la fibra ottica in luogo della connessione wireless;
– Creare una Commissione di controllo per monitorare periodicamente lo stato di sicurezza delle strutture scolastiche e investire nella ricerca di fondi europei per sistemare le scuole più a rischio sia strutturale che igienico.