SALUTE E SANITA'

IL DIRITTO ALLA SALUTE INTESO COME STATO DI BENESSERE FISICO, PSICHICO E MENTALE

Nelle diverse riforme sanitarie succedute negli ultimi anni la spinta fondamentale è stata indubbiamente quella economica: il concetto cardine è che lo stato sociale non può più garantire “tutto a tutti”, ma solo erogare uno “standard minimo” di prestazioni, lasciando alle Regioni, attraverso la loro autonomia impositiva, e ai cittadini, attraverso le loro tasche, la soddisfazione dei bisogni non coperti dalle risorse pubbliche. L’intenzione, quindi, è stata quella di far quadrare i conti secondo vere e proprie regole di mercato.
Noi siamo convinti che i diritti alle cure e alla salute siano di tutti e che le strutture socio-sanitarie non debbano essere gestite come imprese finalizzate al profitto, e consideriamo la salute non come mera assenza di malattie ma come un equilibrio in costante mutamento, come già definita dall’OMS nel 1946 (“stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”).
L’organizzazione del Sistema Sanitario toscano dovrà quindi tener conto dei reali bisogni socio-economici e socio-sanitari della popolazione (più che degli interessi di Big Pharma), come del resto dovrà tenere presente l’ambiente nel quale la persona è inserita, ambiente che noi consideriamo come un ecosistema di valore universale perché parte integrante della persona, del suo habitat, del suo equilibrio biologico ma anche mentale; per tali ragioni riteniamo che sia necessario supportare tutte le iniziative che mantengano le città e l’intero ecosistema nel quale viviamo in totale armonia con l’uomo.

Il nostro programma si basa quindi non solo sul diritto ad adeguate cure mediche e d’assistenza, ma anche alle pratiche preventive attraverso lo sviluppo di stili di vita sani. Stili di vita intesi non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale, spirituale, morale e sociale, realizzabili tramite la creazione e il mantenimento di un ambiente sano, di un lavoro dignitoso e di una vita sociale e famigliare soddisfacente.

Si tratta quindi non solo di fornire prestazioni mediche e infermieristiche gratuite e di ottima qualità nei presidi ospedalieri e territoriali ma anche di: promuovere uno stile di vita equilibrato (attraverso per esempio l’alimentazione e la tutela del riposo); fornire alle persone un ambiente non inquinato (smog, inquinamento delle acque, elettrosmog, cibo inquinato e contaminato…); facilitare l’accesso alle cure per tutti i cittadini (con distretti sanitari diffusi su tutto il territorio e con la promozione e incentivazione dell’assistenza medica e infermieristica domiciliare); ampliare l’offerta di cura con l’integrazione di discipline mediche e d’assistenza complementari.

Tutto questo nel rispetto dell’integrità della persona come essere unico e irripetibile, capace di fare delle scelte sulla propria vita e su quella dei propri cari, che ha diritto di avere un’informazione corretta e imparziale su qualsiasi argomento concernente la sua salute, lasciando quindi a ogni persona la libertà di scelta terapeutica senza alcuna imposizione di trattamenti sanitati obbligatori.

Le nostre proposte su questa materia sono espresse dai punti seguenti:

1) Arrestare le politiche di taglio economico volte esclusivamente alla privatizzazione della sanità e al perseguimento del modello liberista, garantendo e prevedendo un maggiore e adeguato finanziamento del SSN pubblico, limitando al minimo il finanziamento pubblico ai privati ed escludendo le consolidate pratiche clientelari;

2) Promuovere i presidi sanitari territoriali che offrono servizi più vicini alla popolazione e opporsi alla chiusura di quei presidi, largamente utilizzati.
Promuovere e favorire non solo l’assistenza medica ma anche quella assistenziale/infermieristica domiciliare invece che ospedaliera (si fa presente a tal proposito che le infezioni ospedaliere sono uno dei rischi maggiori per un malato e un grande onere per la comunità);

3) Tutelare la Libertà di scelta terapeutica attuata anche con l’ampliamento dell’offerta di cura attraverso l’integrazione di discipline mediche e assistenziali complementari, nel rispetto dell’integrità della persona come essere unico e irripetibile capace di fare delle scelte sulla propria vita e su quella dei propri cari, lasciando quindi a ognuno la libertà di scelta terapeutica senza alcuna imposizione di trattamenti sanitari obbligatori.
In questo contesto s’inserisce anche la netta opposizione all’obbligatorietà vaccinale;

4) Contrasto a progetti di passaporti vaccinali e di profilazione del DNA.
Contrasto a ogni obbligo vaccinale attualmente esistente e monitoraggio degli effetti sulla salute delle eventuali vaccinazioni facoltative.
Promozione di uno studio prospettico di confronto tra la salute dei bambini non vaccinati e bambini vaccinati e di uno studio prospettico di confronto tra lo stato di salute degli anziani che si sottopongono al vaccino antinfluenzale per cinque annualità consecutive e di quelli che non vi si sottopongono.
Realizzazione immediata di uno studio retrospettivo di confronto sullo stato di salute e l’incidenza di patologie croniche nei bambini vaccinati e non vaccinati.
Attivazione di un programma di farmacovigilanza attiva per tutti i pazienti vaccinati. A richiesta, implementazione degli esami pre-vaccinali, in particolare di uno screening genetico pre-vaccinale gratuito.
Contrasto alle linee guida del piano vaccinale 2017-2019 nel quale si ipotizzano richiami vaccinali ogni 10 anni col rinnovo della patente e la vaccinazione antinfluenzale per tutti a partire dai 50 anni. Contrasto alle misure di eradicazione del morbillo che prevedono la rivaccinazione dell’intera popolazione adulta nata tra metà anni ’70 ed inizi anni 2000;

6) Tutelare il diritto di ogni cittadino ad avere delle informazioni esaustive e complete sulle possibilità terapeutiche, sulle controindicazioni e sugli eventuali danni che si possono avere a seguito di pratiche mediche o infermieristiche. Informazioni che devono essere fornite dall’operatore professionale in completa libertà e autonomia e non assecondate da interessi di nessun tipo (come per esempio quelli delle case farmaceutiche).
A questo proposito c’è da notare che si è andata delineando in questi ultimi anni una visione della scienza medica come dogma assoluto, ma la scienza si fonda su ipotesi e verifiche continue ed è ben lungi da assumere il valore di “verità assoluta” (da notare il fatto che le ricerche scientifiche sono per lo più sovvenzionate dalle industrie farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a promuovere i loro prodotti);

7) Riteniamo che l’Amministrazione Regionale non debba utilizzare i soldi pubblici per incentivare o promuovere articoli, medicinali o trattamenti di cura e/o prevenzione prodotti da ditte private;

8) Riteniamo altresì che la Regione non debba stanziare alcun premio in denaro ai medici in base alle vaccinazioni effettuate. Consideriamo scandaloso che la Regione Toscana abbia siglato un accordo che riconosce sostanziosi premi in denaro ai pediatri. Per ogni atto vaccinale al medico viene erogato un importo di 15 euro, ma il premio sale a 1.000 euro se si raggiunge una copertura vaccinale tra i propri assistiti maggiore del 95% per l’esavalente o per morbillo; 1.000 euro per copertura vaccinale tra le assistite femmine maggiore dell’80% per il vaccino contro il papilloma virus. Tali premi sono dimezzati se il raggiungimento è tra 92 e 95% per l’esavalente, tra 71 e 80% per papilloma virus.
Lo scopo sanitario della vaccinazione viene così mercificato e si trasforma in una corsa al profitto e alla somministrazione il più massiva possibile di vaccini.
Per tale motivo alcune associazioni (tra cui Atto I: Salute Ambiente Cultura) hanno deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti della Toscana affinché verifichi eventuali usi impropri dei soldi pubblici derivanti dall’accordo in questione, e alla Procura di Firenze per accertare possibili fattispecie penalmente rilevanti. Una formale diffida sarà inoltre inviata all’Ordine dei medici di Firenze perché apra un procedimento disciplinare nei confronti di tutti i pediatri che hanno accettato emolumenti in denaro in cambio delle somministrazioni vaccinali;

9) Incentivare e promuovere la produzione dei medicinali e dei vaccini da parte del Farmaceutico militare di Firenze (viste anche le numerose cause in cui le multinazionali farmaceutiche sono coinvolte in diversi paesi del mondo che concernono la messa in commercio di medicinali e vaccini non sicuri);

10) Rigetto generale delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il presunto contenimento della diffusione del Covid-19 poiché sono risultate e risultano contraddittorie, sproporzionate al rischio sanitario, non scientificamente attendibili e causa di gravi danni alla salute psicofisica dei cittadini e al loro status economico;

11) Proposte alternative al distanziamento sociale, contrasto ai Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e agli obblighi di cura o di diagnosi.